Ore: 13.51
Tempo: Grigio
Situazione: Triste
Fatti: C'è un gran silenzio oggi. Tutto tace. Sembra che sia notte, respiro piano per non svegliare i miei soliti vicini idilliaci.
Sento il mio cuore battere, pulsare, arrabbiarsi e rallentare.
Certi giorni volano via veloci come non ci si può spiegare, sembra di non poterli fermare, e di non vivere tutto al 100%. Come rincorrere una libellula, ecco.Come diceva quella canzone.
Come si fa a rincorrere una libellula, è impossibile, è troppo piccola e troppo veloce, e se si ferma...poi puff sparisce via, nell'acqua per poi risalire e sbattere le sue piccole e lucenti ali. Delle volte può voltarsi a guardarti. Ed è lì che capisci che non la potrai mai raggiungere.
Ma il solo vederla...è una rarità tale che ti lascia quella pace dei sensi impalpabile.
Vado in collina per prendere un po' d'aria, qui scarseggia l'ossigeno e faccio fatica a ragionare.
C'è il sole in collina, anche se qui piove. Che strano!
Ho un grande campo verde, profumato davanti a me, e popolato da esserini incantati. Chiudo gli occhi, sono in una piccola fiaba.
Mi piace quel luogo della mente dove sei tra la realtà e l'immaginazione, è un posto tranquillo ma talvolta burrascoso, gioioso e valle di lacrime, perfetto ma da cui vorresti scappare. Io qui mi trovo oggi, tra l'erba verde e l'argento della rugiada, con un vento lieve fatto di sogni.
Sento dei rumori, là tra le frasche. Sarà un cerbiatto? Un serpente? Un'allodola?
No. E' un cucciolo di unicorno. Bianco, con un'alone luminoso intorno a sè. Profuma di rose e viole. Il profumo di rose e viole mi fa venire in mente la primavera.
Il piccolo unicorno bruca felice l'erbetta, si volta e mi guarda, occhi negli occhi. Può parlare, lo so, ma non dice niente, e io non gli dico niente. Piango emozionata, e triste, e triste, e triste.
Lui batte le sue ali, è di una bellezza incredibile. Sento altri rumori intorno a me, c'è il mercato al paese degli gnomi! C'è un gran via vai di piccoli mercanti in fiera, trafelati e in ritardo, che corrono a destra e a manca tra i miei piedi e imbastiscono bancarelle in ogni dove. Qualcuno di loro, stanco per il gran da fare, si siede sulla punta delle mie scarpe pensando forse a una strana e grande pietra. Non hanno il cappello rosso...no no, questo non è il paese di David gnomo (David amico mio??), questo è un altro paese, è un villaggio che sta per trasferirsi lontano dal caos del prato, in cerca di un'allegra quanto silenziosa radura in mezzo alla foresta. L'unicorno mi guarda ancora, ha gli occhi di donna, grandi, profondi. Facendo attenzione a non calpestare gli gnomi, mi avvicino a lui. Lo accarezzo lieve sulla testa e poi sul muso, e lui appoggia il muso vicino alla mia spalla, restiamo così per un po'. Ogni tanto apre e chiude le maestose ali, espressione di felicità. Poi mi abbraccia stringendomi tra le piume morbide.
- Tu sei Trilly, ora e sempre. Sai cosa diceva Trilly? - mi dice all'orecchio.
- Non ricordo. - rispondo sincera. Cos'ho detto io?
- Diceva che c'è un luogo, tra il sonno e la veglia. Quello è un luogo meraviglioso, e tu sei lì. E' il luogo dove Trilly amerà per sempre Peter Pan. -
Sbatto gli occhi veloci, e mi ritrovo a scrivere su un blog, a casa mia, davanti alla tastiera del mio pc. Mi tremano le mani.
Conclusioni: Con la coda dell'occhio vedo qualcosa accanto a me. Mi giro di scatto.
Qualcosa scivola dalla mia spalla e cade a terra volteggiando.
E' una piuma.
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