lunedì 5 marzo 2007

La conchiglia reale


Vestita di azzurro e oro, sono stata invitata al ballo di corte.
Non ci credo ancora, non sono nobile, eppure eccolo là, il mio invito che sembra mi sorrida.
Il ballo inizierò tra 2 ore; io sono già pronta.

Ho un fermaglio di ametista nei capelli, una collana con ciondoli madreperlati. Mi sento bene, sfodero il mio sorriso sotto al rossetto luccicante, e scendo le scale. Non vivo in un castello incantato, no, ma per me è il luogo più bello del reame.
Una carrozza mi attende.

Non la aspettavo.

Salgo, e in pochi minuti arrivo a palazzo. Non sembra ci sia aria di festa.

Mi avventuro sulla scalinata.
Nessuno mi sta aspettando, e così entro sola nel meraviglioso palazzo; le pareti sono fatte tutte di vetro.

Giungo in una stanza, il pavimento è di marmo bianco, così lucido da confonderlo con il cielo terso. C'è un piccolo tavolo intarsiato laggiù in fondo; giro intorno alle colonne maestose e mi avvicino a quel piccolo oggetto, che spicca nella bianca immensità della sala.
C'è una sedia, ne approfitto e mi accomodo. Sul tavolino non c'è altro che una grande conchiglia.

Attendo minuti, forse ore lì seduta, il tempo sembra non essere parte di questo luogo. Qui il tempo forse non esiste, mi guardo intorno, non ci sono orologi a pendolo.

-Ciao- sento dire sottovoce.
Mi alzo spaventata, guardo a destra e poi a sinistra, non c'è nessuno.
-Ciao- sento di nuovo -sono qui!-
Non capisco da dove arriva quella voce.
-Sono qui, sul tavolino!-
Mi volto.
Guardo quella meravigliosa conchiglia.

-Avvicinati!- sento dire.
Prendo la conchiglia tra le mani.
-Che mani morbide che hai- mi dice la conchiglia.
-Grazie- le rispondo semplicemente.
-Cosa fai qui?- mi chiede
-Dov'è il tuo padrone?- le chiedo
-Non lo sai che non è d'uopo rispondere a una domanda con un'altra domanda?-mi rimprovera.
Taccio.
-Cosa fai qui?- mi chiede nuovamente.
-Sono venuta al ballo-
-Non c'è nessun ballo, stasera. Il ballo è domani, principessa.-
-Non sono una principessa.-
-E allora cosa ci fai qui?-
-Sono stata invitata!- mi sto alterando.

-Non ti arrabbiare- sembra abbia colto il mio stato d'animo -io sono solo una conchiglia-
Ho portato con me l'invito.
Sono sicura, non ho sbagliato giorno.
-Signora conchiglia, ho con me l'invito, e la data è di oggi...-
-Il tempo è relativo- asserisce la reale conchiglia.
-Tu sei molto colta non è vero?- le chiedo.
-Solo vecchia. Tempo fa, molto dopo aver impreziosito la camera da letto di Napoleone, ricordo di essere passata di tavolo in tavolo, di parete in parete, di borsa in borsa, fino a che ho incontrato Albert. Lui aveva strane idee sul tempo. E aveva ragione.-
-Albert Einstein?- chiedo sbalordita.
-Proprio lui cara principessa!-
-Io non sono...-
-Si che lo sei. Una volta entrata qui, lo sei.-
Non rispondo. E' una conchiglia davvero testarda!

-Aspetti un principe?- chiede dopo qualche attimo di silenzio.
Resto scioccata dalla domanda. Aspetto un principe? Non lo so.
-Lo so che credi di non saperlo- mi anticipa -ma allora che cosa ci sei venuta a fare a palazzo?-
Non rispondo neanche stavolta.
-Ci sono tanti prìncipi al mondo,- continua lei -ma se continui a dire di non essere una principessa, come potrai trovare il tuo?-
-Ma io non...-
-Non posso credere che tu non voglia un principe- mi interrompe nuovamente -tu lo vuoi, ma ancora non lo sai. Non perdere tempo, principessa mia. Non farlo. Non sarai eterna come me, che sono eterna, ma sola.-
-Io sarò eterna nei ricordi di chi mi ha amato- le dico schietta.

-Portami con te- mi dice seria.
-Non posso rubarti dal palazzo!- dico stringendola.
-Portami con te!- strilla -io sarò la tua consigliera, tu la mia principessa eterna. Ricordati solo che sono una conchiglia reale.-
-Cosa vuoi dire con questo?- chiedo curiosa;
-Ricordati solo che sono una conchiglia reale- ripete -scappiamo ora!-

Non me lo faccio ripetere, è simpatica e la voglio portare via con me.
Corro con la conchiglia tra le mani, attraverso tutta la sala e mi precipito giù per le scale. Non viene a fermarmi nessuno, non ci sono guardie, non c'è nessuno quaggiù.
La conchiglia ride di gusto, e io con lei. Ho le lacrime agli occhi dal ridere!

Arrivo a casa mia, nella mia piccola tana.
Appoggio la conchiglia sul comodino.
-Buonanotte conchiglia reale.-
-Buonanotte a te, principessa. Ora non sono più reale.- risponde lieve.
-Perchè non lo sei?- le chiedo.
-Perchè non sono più a palazzo- dice.
-E allora io non sono più una principessa- ribatto io.
-Anche se non sei più a palazzo, tu la sei comunque.-
Non la contraddico, non voglio si innervosisca.
-Ma se tu mi chiami principessa, io come devo chiamarti?-
-Tu puoi chiamarmi conchi- risponde lei.
Questa conchiglia è un vero spasso!
Ridiamo ancora una volta, poi Morfeo mi avvolge tra le sue braccia.

Ora è mattina, mi sono svegliata.
Faccio colazione al mio tavolo di legno.
Poi vado da lei, non ha detto niente oggi, non volevo svegliarla...chissà se le conchiglie dormono, penso.
Mi avvicino piano.
-Conchi?- le dico piano abbozzando un piccolo sorriso.
Non risponde.
-Conchiglia reale?- ripeto più ad alta voce. Poi ricordo che non è più reale.
Niente.
La prendo tra le mani.
-Ehi, dormi?-
Silenzio.
Forse parla piano e non riesco a sentirla. La avvicino al mio orecchio.

E sento solo il rumore del mare.

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